Funivia Plateau Rosà
Il collegamento italosvizzero più alto d'Europa, che unisce Cervinia con Zermatt passando per il Plateau Rosà a 3.480 m.
Quota
3480 m
Dislivello
980 m
Cap/h
1000
Schede tecniche approfondite sulle principali funivie, cabinovie e funicolari d'Italia. Quota, dislivello, capacità oraria, storia e consigli pratici per ogni impianto.
18
Impianti censiti
3480
Quota massima (m)
1528
Capacità media (p/h)
11
Funivie classiche
Il collegamento italosvizzero più alto d'Europa, che unisce Cervinia con Zermatt passando per il Plateau Rosà a 3.480 m.
Quota
3480 m
Dislivello
980 m
Cap/h
1000
La funivia rotante che collega Courmayeur al cuore del massiccio del Monte Bianco.
Quota
3466 m
Dislivello
2166 m
Cap/h
800
La funivia che raggiunge la vetta più alta delle Dolomiti, la Regina delle Dolomiti, con accesso al ghiacciaio della Marmolada.
Quota
3265 m
Dislivello
1815 m
Cap/h
700
La storica funivia che porta alla vetta della Tofana di Mezzo, simbolo di Cortina e tra le funivie più celebri d'Italia.
Quota
3244 m
Dislivello
1466 m
Cap/h
800
La funivia che porta sul terrazzo delle Dolomiti: la piatta sommità del Sass Pordoi a 3.152 m, belvedere naturale a 360 gradi.
Quota
3152 m
Dislivello
202 m
Cap/h
900
La gondola di ultima generazione che porta a 3.000 m nel settore Carosello, il più alto impianto di Livigno con accesso allo Snowfield off-piste.
Quota
3000 m
Dislivello
1184 m
Cap/h
2400
Funivia del comprensorio di Santa Caterina Valfurva, accesso privilegiato ai ghiacciai del gruppo Ortler-Cevedale.
Quota
2760 m
Dislivello
1020 m
Cap/h
800
La funivia che raggiunge il rifugio Lagazuoi, cuore delle trincee della Grande Guerra e punto di partenza della mitica Armentarola.
Quota
2752 m
Dislivello
647 m
Cap/h
800
La gondola principale del settore Mottolino di Livigno, con arrivo a quota 2.750 m sul versante più tecnico del comprensorio.
Quota
2750 m
Dislivello
934 m
Cap/h
2200
Funivia iconica che porta al celebre balcone panoramico di Seceda.
Quota
2518 m
Dislivello
1282 m
Cap/h
1200
La funivia che sale al Col Rodella con il panorama più spettacolare sul Sassolungo, uno dei belvederi più fotografati delle Dolomiti.
Quota
2484 m
Dislivello
810 m
Cap/h
1000
Impianto strategico nel cuore del circuito Sellaronda che collega la Val Badia con la Val di Fassa attraverso il passo Giau.
Quota
2450 m
Dislivello
400 m
Cap/h
2800
Collegamento principale verso Plan de Corones con elevata capacita di trasporto.
Quota
2275 m
Dislivello
1340 m
Cap/h
2400
Il collegamento principale di La Thuile che porta al plateau di Les Suches, gateway per le piste italofrancesi con La Rosière.
Quota
2200 m
Dislivello
759 m
Cap/h
900
L'impianto principale di Bardonecchia che collega il centro del paese al settore Colomion, uno dei più antichi comprensori delle Alpi Cozie.
Quota
2100 m
Dislivello
788 m
Cap/h
2000
La telecabina che apre il versante di La Villa nell'Alta Badia, con accesso diretto al circuito Sellaronda e piste verso il Badia.
Quota
2100 m
Dislivello
614 m
Cap/h
2600
La cabinovia panoramica che collega Pinzolo a Madonna di Campiglio, gateway d'accesso alle piste del comprensorio Skirama Dolomiti.
Quota
1520 m
Dislivello
750 m
Cap/h
2400
La funicolare che dal centro di Bolzano sale sull'altopiano del Renon, con panorama sull'intera catena alpina dalla Zugspitze all'Ortles.
Quota
1221 m
Dislivello
956 m
Cap/h
1800
L'Italia vanta una delle reti di impianti di risalita più estese e tecnicamente avanzate al mondo. Dalle prime funivie degli anni Trenta, costruite per collegare villaggi di montagna isolati e favorire lo sviluppo turistico alpino, ai moderni impianti di ultima generazione in grado di trasportare oltre 3.000 persone all'ora, l'evoluzione degli impianti di risalita italiani rispecchia sessant'anni di innovazione ingegneristica e imprenditorialità alpina. I principali costruttori mondiali — Doppelmayr, Leitner, Poma — hanno spesso scelto le Alpi italiane come banco di prova per i loro sistemi più avanzati: cabine rotanti (Skyway Monte Bianco), cabine con pavimento trasparente, sistemi monocavo ad alta capacità e impianti climatizzati alle quote più elevate.
Una funivia classica (o bifunivia) è composta da due cabine che si alternano lungo un unico binario, bilanciate da una fune portante fissa e trainate da una fune motrice: offrono la maggiore capacità per singola corsa e reggono i venti più forti grazie alla stabilità strutturale. La cabinovia (o telecabina) usa invece molte cabine piccole aganciate a una fune continua in movimento: throughput elevato, senza il vincolo di dover attendere cabine singole di grande dimensione. La seggiovia è l'impianto più economico da costruire e manutenere, ideale per dislivelli medi e terreni aperti; la funicolare invece sfrutta il principio del contrappeso su binario fisso, adatta per pendenze elevate e brevi distanze, come nel caso della Funicolare del Renon sopra Bolzano.
Le funivie italiane che superano i 3.000 m sono un numero ristretto ma di straordinario valore alpinistico e sciistico. Lo Skyway Monte Bianco raggiunge i 3.466 m di Punta Helbronner, permettendo a non alpinisti di toccare il limite del ghiacciaio del Monte Bianco. La Funivia Plateau Rosà a Cervinia arriva a 3.480 m — quota record in Italia — e garantisce neve skiabile praticamente tutto l'anno sul ghiacciaio. La Funivia Marmolada porta a 3.265 m sulla Regina delle Dolomiti, permettendo di osservare da vicino l'unico vero ghiacciaio dolomitico, oggi in drammatica riduzione a causa del riscaldamento climatico. A queste quote l'atmosfera è significativamente più rarefatta: chi soffre di mal di montagna dovrebbe salire gradualmente e limitare gli sforzi fisici nelle prime ore.
Nelle schede tecniche di questo archivio trovate i parametri fondamentali per valutare ogni impianto. Il dislivello indica la differenza di quota tra stazione a valle e stazione a monte: un dislivello superiore a 1.000 m corrisponde in genere a un impianto di grande portata turistica. La lunghezza della linea determina la durata del viaggio: una funivia di 5.000 m percorre tipicamente 4-7 minuti a velocità di regime. La capacità oraria misura il numero massimo di persone trasportate in un'ora in una sola direzione: i moderni impianti arrivano a 3.000-4.000 p/h, mentre le funivie classiche bifune si attestano su 600-1.200 p/h. L'anno di costruzione va interpretato con attenzione: molti impianti storici sono stati oggetto di interventi di ammodernamento totale pur mantenendo l'anno della prima inaugurazione, come nel caso della Tofana a Cortina (inaugurata 1939, completamente rinnovata nel 2009).